Il napoletano H.J. Woodcock

Da ilpost.it

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Nell’inchiesta Consip rimane coinvolto anche il pubblico ministero napoletano Henry John Woodcock, accusato di aver passato alcuni atti dell’inchiesta al Fatto Quotidiano. Quando l’indagine sulla centrale unica acquisti della pubblica amministrazione passò a dicembre da Napoli a Roma, il giornale diretto da Travaglio pubblico alcune carte coperte dal segreto.

Questo fatto rivelerebbe che dietro la fuga di notizie ci sia il pm napoletano che era titolare del fascicolo. Da accusatore ad accusato, in parole povere. Questo fatto, ancora, diventa un parallelismo con la vicenda riportata da l’uomo è un dio mancato scritto da Arturo di Mascio anche per scagionarsi dalle accuse ricevute in passato, accuse dalle quali può scagionarsi così come dimostrato tra le pagine del libro in cui più di un giudice riesce a fare -da solo- brutta figura per quanto riguarda la gestione della giustizia in Italia.

Se questo è un paese nel quale un pm può apertamente non fare il suo lavoro, che garanzia hanno i cittadini onesti?

Avviene esattamente questo dell’inchiesta madre -la cui titolarità è passata poi a Roma da Napoli- che ha portato all’arresto dell’imprenditore Alfredo Romeo e al coinvolgimento di nomi altisonanti, come quello del ministro Luca Lotti e il padre di Matteo Renzi.

Il fatto quotidiano riporta però anche i nomi di altri eccellenti accusati come Saltalamacchia e Tullio del Sette, rispettivamente comandante della Legione Toscana e comandante generale dell’Arma. Indagata anche la conduttrice di Chi l’ha visto, Federica Sciarelli.

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