Un Natale all’insegna di un patto tra economia e politica per un mondo migliore.

Lo scorso anno Papa Francesco diceva “Il Natale è la festa della speranza, perché Dio si fida di noi”. Ed eccoci che un altro Natale è arrivato, e l’anno sta finendo e siamo tutti, anzi dobbiamo tutti, essere pronti ad una nuova corsa, come velocisti ai blocchi di partenza.

Guardando all’anno che è passato, con tutte le cose negative viste e riviste, anzi, nell’ultimo decennio, tra terrorismo e crisi economica, dobbiamo guardare avanti con la “speranza” e senza lasciarsi travolgere dal pessimismo leopardiano anche se è comunque amara constatazione che spesso è proprio così triste, dobbiamo sperare in un futuro migliore.

Certo tornando coi piedi per terra ognuno ritrova senza soluzione di continuità i propri problemi legati alle cause più disparate. Il peccato più grave della nostra società è di lasciarsi andare ad un senso di impotenza che sembra aver contagiato tutti. Smettiamola di dire che non possiamo far nulla per cambiare le cose. Se dividiamo i nostri giorni con questo sistema, è perché lo sosteniamo. E comunque tutti viviamo di contraddizioni! Non sono un motivo sufficiente ad abbandonare la lotta.

Prima di tutto ricordiamoci che il potere è dell’economia. Questo è essenziale. Ricordiamoci che non sono solo i politici a decidere: perché a fare le scelte è principalmente l’economia.

La politica è inestricabilmente legata al potere economico. Non per questo dobbiamo abbandonarla. E’ forse illusione credere di poter modificare rapporti ormai consolidati: ma sappiamo anche che stiamo attraversando un periodo molto difficile e che, se davvero c’è un tempo per parlare e uno per tacere, ebbene oggi per i cattolici è giunta l’ora di parlare. Io chiedo a tutti di uscire allo scoperto, non c’è prepolitico che tenga, è ora di testimoniare ciò che si pensa, di organizzare ed aggregare persone per esprimere opinioni differenti dalle uniche in circolazione.

Quindi bisogna portare avanti una politica, si legata all’economia, ma ciò vuol dire riformare l’economia di mercato, perché la storia dimostra che dove l’economia di mercato ha fiorito, è dove veramente si è lottato quantitativamente in modo importante contro la povertà. Quindi, non si tratta di cercare utopie, si tratta di correggere quei mali che noi conosciamo nell’economia di mercato per renderla più abile a servire la società.

Questo Natale deve essere il Natale della speranza che al di là dell’artificiosità e falsità dei messaggi massmediali resta, indissolubile, che si fondi sul sano rapporto fra esseri umani, che  s’abbracciano, si baciano, pronti alla sfida con l’incerto futuro, augurandosi vicendevolmente ogni bene e si avvii un cammino nuovo verso il nuovo anno che verrà con l’impegno comune della lotta al male.

Rinnovando dunque, la politica legata a un economia, si fiorente, ma atta alla crescita dei popoli per la pace nel mondo e la lotta alla povertà materiale e dell’anima.

Auguri a tutti da Arturo Di Mascio

Un pensiero su “Un Natale all’insegna di un patto tra economia e politica per un mondo migliore.

  1. Finalmente ce qualcuno che difende la povera gente sorpressa dal potere politico sporco. Che non fa nulla per la nostra nazione. Il signor Dimascio Arturo. Specifica tutto .

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