Hollande premia “di nascosto” il principe saudita

Voglio discutere di un elemento che mi ha fatto molto riflettere in questi ultimi giorni. Mohammed Ben Nayef, principe arabo, ha ricevuto l’onoreficenza della Legion d’onore francese dal presidente Hollande.

“Di nascosto” dice il Corriere della Sera online. Un uomo che erediterà per linea di sangue l’Arabia saudita, paese in cui ci sono state settanta decapitazioni solo nell’ultimo anno è stato accolto in Eliseo senza alcuna dichiarazione da parte francese mentre i sauditi hanno diffuso le immagini dell’incontro tramite Saudi Press Agency. Il premio è stato ricevuto  «per tutti i suoi sforzi nella regione e nel mondo nella lotta contro il terrorismo e l’estremismo».

Considerate le strette connessioni che ci sono tra il mondo saudita e l’ISIS mi sembra difficile riuscire a dare un premio del genere. Ma non voglio nemmeno soffermarmi su questo tanto quanto sui riscontri che un evento del genere potrebbe avere sulla riconsiderazione di alcuni certi leader italiani che hanno fatto molto di meno nei confronti di simili personaggi che, a loro volta, erano considerati stakeholders dell’occidente non certo per la loro antropofilia.
A questo punto viene difficile giudicare alcune posizioni a sfavore di quanto è avvenuto in passato nei confronti di Gheddafi, ad esempio. E viene sempre più facile pensare al recente incontro con Rohani, protetto sotto una campana di vetro che egli stesso ha rotto. E, di certo, nè Nayef nè il presidente persiano sono giunti in Europa con l’idea di commerciare.

Certo, l’imbarazzo francese sarebbe comprensibile.

da corriere.it

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