Esteri: Le cose con la CIA

Il rapporto del Presidente degli Stati Uniti con la CIA risale al suo primo atto ufficiale: la visita alla sede della CIA di Langley.

Durante la prima giornata presidenziale Donald Trump attraversò il Potomac per visitare il quartier generale della CIA a Langley, in Virginia, dove “rassicurò” i professionisti dell’intelligence riuniti lì, affermando di rispettare gli agenti dell’intelligence “più di chiunque altro” – anche se, pochi giorni prima, li aveva paragonati ai nazisti. Trump ha aggravato l’imbarazzo dicendo: “probabilmente quasi tutti in questa stanza hanno votato per me”

Il rapporto tra la CIA e questa Casa Bianca sembra scomodo, reciprocamente sospettoso e a volte ostile.

Si dice che la CIA abbia un solo cliente: il presidente. I professionisti dell’agenzia sono apertamente apolitici e si vantano di una particolare devozione al rigore intellettuale e alla verità.

Trump, spesso non si è preoccupato della verità dei suoi, specialmente quando le scoperte della CIA erano in conflitto con i risultati desiderati. L’episodio più scioccante per la CIA c’è stato lo scorso luglio a Helsinki, quando Trump ha accettato pubblicamente le rassicurazioni di Putin, secondo cui la Russia non si sarebbe mai intromessa nelle elezioni presidenziali del 2016, anche se la CIA si è trovata costretta a contraddire.

Non solo, Tamir Pardo, l’Ex capo del Mossad ha detto: “la Russia ha deciso che Trump era il loro miglior candidato e lo ha fatto diventare presidente”.

[…] “La Russia ha scelto il candidato più vantaggioso e ha utilizzato i cyber robot per catapultare Trump alla carica di presidente degli Stati Uniti”. Fine moduloIn un’intervista, Tamir ha affermato che “ciò che abbiamo visto finora riguardo ai robot e la distorsione delle informazioni è solo la punta dell’iceberg. È la più grande minaccia degli ultimi anni ai valori fondamentali che condividiamo: la democrazia e l’ordine mondiale creato dalla Seconda Guerra Mondiale”. […] “Inizio moduloL’uso di bot e informazioni false sul web è un problema globale che Israele deve essere preparato a gestire”, ha detto l’ex numero 1 del Mossad.

Ironia della sorte, la relazione del presidente con la comunità dell’intelligence degli Stati Uniti ha prodotto almeno un risultato che potrebbe giovare alla CIA: il comportamento di Trump ha portato i democratici, molti dei quali hanno guardato negativamente la CIA per anni, a difendere con fermezza l’agenzia di spionaggio più grande e efficace al mondo.

Arturo Di Mascio