Economia: SUBPRIME, il ritorno.

A Wall Street, la corsa… Il business della cartolarizzazione dei mutui è resuscitato grazie alla blockchain.In che modo Blockchain sta ridefinendo la fiducia e cosa c’entra la tecnologia del Bitcoin con i mutui?

Il libro mastro digitale distribuito può segnalare in modo trasparente le transazioni finanziarie in tempo reale, riducendo la necessità di pratiche contabili tradizionali. Ed è per questo che i maggiori attori del settore finanziario sono impegnati a investire risorse significative in soluzioni blockchain.

Devono abbracciare questo nuovo paradigma per assicurarsi che funzioni, non contro di loro.

Più di quaranta banche hanno una partecipazione in un consorzio chiamato R3CEV per elaborare standard condivisi per blockchain. Si tratta di un consorzio di grandi tra le quali spiccano i nomi di Wells Fargo, Credit Suisse, Us Bancorp e Western Asset Management che ha dimostrato con successo l’utilizzo della blockchain per gestire le cartolarizzazioni dei prestiti. «Un compito complesso che coinvolge una moltitudine di attori diversi con montagne di dati e di documenti» – spiega David Rutter (AD di R3- società tecnologica che lavora con il consorzio di banche). R3CEV vuole portare con sé tutte le banche e le autorità di regolamentazione in modo che possano condividere un solo libro mastro che non è controllato da una sola persona o organizzazione ma da molti partecipanti. La tecnologia sarà praticamente inutile se ci sono più versioni della blockchain che non possono funzionare insieme.

 

«Un compito complesso» ma non una missione impossibile.

La blockchain rappresenta un sconvolgimento per il mondo del business! È chiaramente l’idea che hanno in testa parecchi in questo momento. La strada che porterà la blockchain a diventare la spina dorsale di ogni transazione appare più lunga di quanto realmente sia. Non manca poi tanto, alcuni standard devono ancora essere definiti, tutte le implicazioni non sono ancora chiaramente emerse, ma una cosa è certa, come buona parte dei Top Management e altri interessati spiegano: è cominciata una vera e propria (nuova) rivoluzione digitale.

Arturo Di Mascio