Cultura: Ebraismo laico umanista o ebraismo secolare יהדות הומניסטית

 

 

 

 

 

Ciao a tutti, oggi ho deciso di pubblicare, senza esitazioni, una piccola ricerca. L’idea è nata dalla curiosità che un giovane scrittore, nonché mio amico personale ha fatto nascere in me dopo l’avermi comunicato, mentre discorrevamo del più e del meno, della sua recente conversione all’ebraismo laico umanista secolarizzato. Sono lietissimo di condividere con voi, affezionati lettori, qualche informazione in merito a questa denominazione che reputo di sicuro interesse.

Il giudaismo umanistico (in ebraico: יהדות הומניסטית Yahdut Humanistit) è un movimento ebraico che offre un’alternativa non necessariamente teistica nella vita ebraica contemporanea. Definisce l’ebraismo come l’esperienza culturale e storica del popolo ebraico, e incoraggia gli ebrei umanistici e laici a celebrare la loro identità ebraica partecipando alle festività ebraiche e agli eventi del ciclo di vita (come i matrimoni, i bar e i bat mitzvah) con cerimonie d’ispirazione, che attingono, ma vanno oltre la letteratura tradizionale.

La sua fondazione filosofica include le seguenti idee:

Un ebreo è qualcuno che si identifica con la storia, la cultura e il futuro del popolo ebraico;

L’ebraismo è la cultura storica del popolo ebraico e la religione è solo una parte di quella cultura;

L’identità ebraica è meglio conservata in un ambiente libero e pluralistico;

Le persone hanno il potere e la responsabilità di plasmare le proprie vite indipendentemente dall’autorità sovrannaturale;

L’etica e la moralità dovrebbero servire i bisogni umani e le scelte dovrebbero essere basate sulla considerazione delle conseguenze delle azioni piuttosto che sulle regole o sui comandamenti preordinati;

La storia ebraica, come tutta la storia, è una saga umana, una testimonianza del significato del potere umano e della responsabilità umana. I testi biblici e altri tradizionali sono i prodotti dell’attività umana e sono meglio compresi attraverso l’archeologia e altre analisi scientifiche.

La libertà e la dignità del popolo ebraico devono andare di pari passo con la libertà e la dignità di ogni essere umano.

Origini

L’Ebraismo laico umanista o ebraismo secolare è un movimento ebraico nato negli anni sessanta negli Stati Uniti d’America e diffuso oggi in diversi paesi, tra cui Israele, la Francia e l’Italia. Fondato dal rabbino Sherwin Wine, il movimento rifiuta l’idea di un Dio tradizionale, ma valorizza la cultura e la storia ebraica. In questo contesto vengono vissute le feste ebraiche come Pesach e Rosh ha Shanah, e anche Shabbat ha un’importanza fondamentale.

Il Movimento Giovanile Ebraico Hashomer Hatzair applica l’ebraismo in maniera laica umanista.

Co-presidenti dell’International Federation of Secular Humanistic Jews sono Sherwin WineFelix Posen e Yair Tzaban, ex-ministro israeliano.

Ebraismo secolare indica tutti gli ebrei che si sono dichiarati laici e secolarizzati, pur non rinnegando la loro ebraicità (ad esempio Albert Einstein).

Nella sua forma attuale, l’ebraismo umanista fu fondato nel 1963. Rabbi Sherwin Wine sviluppò una liturgia ebraica che rifletteva il punto di vista filosofico della sua congregazione, sottolineando la cultura, la storia e l’identità ebraica insieme all’etica umanistica, escludendo anche tutte le preghiere e i riferimenti a Dio.

La Società per l’ebraismo umanistico conta 10.000 membri in 30 congregazioni sparse negli Stati Uniti e in Canada. L’Istituto internazionale per l’ebraismo umanistico secolare è stato fondato nel 1986. È il centro accademico e intellettuale dell’ebraismo umanistico. Si è stabilito a Gerusalemme nel 1985 e attualmente ha due centri di attività: uno a Gerusalemme e l’altro a Lincolnshire, Illinois.

 

Principi di fede e pratica

L’humanorah è il simbolo primario della Società per l’ebraismo umanistico. Le festività e feste ebraiche spesso vengono reinterpretate, per renderle conformi alla filosofia umanistica secolare.

Il giudaismo umanistico presenta un allontanamento molto più radicale dalla religione ebraica tradizionale di quanto Mordecai Kaplan (co-fondatore dell’ebraismo ricostruzionista) abbia mai immaginato.

L’Istituto internazionale per l’ebraismo umanistico secolare, che è sponsorizzato dalla Società per l’ebraismo umanistico e il Congresso delle organizzazioni ebraiche secolari, forma rabbini e altri leader negli Stati Uniti e in Israele.

La Società per l’ebraismo umanistico è stata organizzata con la missione di mobilitare le persone per celebrare l’identità e la cultura ebraica coerenti con una filosofia di vita umanistica.

L’ebraismo umanista è, in effetti, un ebraismo laico che deriva dall’ebraismo riformato. I riformati sono meno rigidi degli ortodossi (che, ad esempio, dicono, in tema di conversione, che, se c’è un motivo medico che sconsiglia la circoncisione, la conversione semplicemente non si fa). Gli umanisti non esigono la circoncisione. L’ebraismo umanista non è la stessa cosa dell’ebraismo riformato, anche se, come questo consente anche alle donne di diventare rabbino.

L’Ebraismo umanista non si pone quindi in opposizione alle diverse correnti dell’Ebraismo, ma rappresenta una configurazione delle possibili evoluzioni della sua tradizione.

Chi si converte all’ebraismo umanista deve scegliere un nome ebraico da affiancare a quello anagrafico.

Un Ebreo “laico umanista” o “ateo” appartiene al Popolo d’Israele, chi sceglie un’altra religione o compie altre scelte, no. Il secondo soppianta o annulla l’Eterno; il primo, pur privandolo di molti attributi importanti, non lo rimpiazza.

Identità ebraica e matrimonio misto

All’interno del giudaismo umanistico, l’identità ebraica è in gran parte una questione di AUTOIDENTIFICAZIONE. Rabbini e altri leader addestrati officiano a matrimoni tra ebrei e non ebrei, e il movimento dell’ebraismo umanista, a differenza delle confessioni ebraica conservatrice e ortodossa, non assume alcuna posizione o azione in opposizione al matrimonio misto, ma afferma che “Il matrimonio misto è una conseguenza naturale di una società liberale in cui gli individui hanno la libertà di sposare chiunque vogliano … che il matrimonio misto non è né buono né cattivo. Il valore morale di un matrimonio dipende sempre dalla qualità della relazione umana, dal grado di amore e rispetto reciproci che prevale. ” Questi punti di vista sull’identità ebraica e sul matrimonio misto sono criticati da coloro che credono che affretteranno l’assimilazione degli ebrei nella società generale e quindi influenzeranno negativamente la continuità ebraica.

Il giudaismo umanistico ordina sia uomini che donne come rabbini, e il suo primo rabbino era una donna, Tamara Kolton, che fu ordinata nel 1999. Il suo primo cantore era anche una donna, Deborah Davis, ordinata nel 2001.

Conversione (Testimonianza)

“…Provengo da famiglia cattolica, ma ho finito con il divergerne. ..Una “denominazione” ebraica che facesse al caso mio [gli ebrei preferiscono parlare di “denominazioni” anziché di “confessioni”, perché l’ebraismo è più un modo di vivere che un sistema dottrinale]. Personalmente, il venerdì sera vado nella sinagoga ortodossa di Verona a pregare con gli altri; ma gli va benissimo che io preghi con loro – ovviamente, poiché non sono circonciso, non faccio parte del minyan (ovvero, se ci vogliono 10 ebrei maschi per recitare alcune preghiere, io non conto), e non me la prendo. La situazione può migliorare, ma ci vuole molta pazienza”.

(Dialogo di Angela Raffaele con Yona Ladu, aderente all’ebraismo umanista)

Relazioni tra ebrei ortodossi, riformati e umanisti

L’ebraismo è una religione plurale e purtroppo anche molto litigiosa. I rapporti tra le varie denominazioni ebraiche variano da paese a paese. In Italia c’è il monopolio degli ortodossi, che hanno stipulato un’Intesa con lo stato. Esistono alcune comunità riformate (a Milano, a Roma, a Firenze).

In Israele il monopolio è degli ortodossi. Negli USA ogni denominazione coesiste senza problemi ed interferenze reciproche, e questo consentirebbe anche un dialogo più sereno.

In due cose però le varie denominazioni sono tenute a collaborare: la lotta contro l’antisemitismo ed il sostegno ad Israele. Queste cose impediscono alle denominazioni ebraiche di delegittimarsi a vicenda, anche se una sinagoga ortodossa continuerà a non ritenere parte del minyan chi ortodosso non è.

Il Talmud congettura su che cosa portò alla distruzione del Tempio di Gerusalemme, ed una delle risposte che si dà è che fu l’odio insensato tra ebreo ed ebreo a permetter questo.

Solo nelle comunità di ultraortodossi ci si sorveglia a vicenda. Un rabbino ortodosso può dire che le regole vadano interpretate alla lettera, ma, nonostante la gravità del mangiare suino o dell’accendere la luce di Sabato, non si impedisce a un ebreo, che fa queste cose, di continuare a frequentare tranquillamente la comunità.

Anche se la Bibbia commina la pena capitale per cose del genere, mangiare un panino al prosciutto oppure fare di Sabato una cosa vietata quel giorno; gli ebrei hanno sempre trovato il pretesto per non applicare questa pena biblica.

Nel Talmud c’è una gara tra rabbini che si vantano di quanto poche condanne a morte ci sarebbero se fossero loro a dirigere la Grande Assemblea di Gerusalemme, il Sinedrio; ed il più famoso di tutti, Akiva, dice che un Sinedrio, che emettesse anche una sola condanna a morte ogni settant’anni sarebbe “devastante”, ed il termine che si applica a codesti atti (e ad altri), e normalmente si traduce in italiano con “abominio”, è _to’evah_, che indica semplicemente un comportamento indegno di chi appartiene al popolo santo d’Israele e si è perciò consacrato a Dio.

Arturo Di Mascio