Attualità: FakeOne. Il mondo non è un posto sicuro e il sogno americano è morto.

Un anno dopo l’elezione di Trump il mondo non è un posto sicuro e il sogno americano è morto. Perché il mondo prima era un posto sicuro? E, per quale strambo motivo se il mito americano muore siamo tutti più tristi, anche se “non ci abbiamo mai creduto”?

Il magnate presidente ha chiuso il suo primo anno in ascesa. I sondaggi dicono che il suo indice di gradimento è del 40 percento, e ciò vuol dire che è popolare tanto quanto lo era sei mesi fa. Il punteggio di disapprovazione non è un buon numero, pari al 55%, per i repubblicani rappresenta, in ogni caso, un notevole miglioramento.

Quindi, ora che siamo a un anno dall’era di Trump, facciamo un passo indietro e poniamo il giudizio di gradimento di Trump in un contesto storico. Trump è il presidente più impopolare al primo anno. Il più vicino precedente di Trump è Ford. I due presidenti che avevano ottenuto punteggi di approvazione inferiori al 50% a metà del loro primo anno di incarico, Ford e Bill Clinton, hanno visto ciascuno un aumento di almeno 9 punti entro la fine di quell’anno. Invece, i presidenti che hanno ottenuto un punteggio di approvazione del 50% o superiore a metà del primo anno di mandato hanno subito, in media, un calo di 1 punto. Quelli con un grado di approvazione del 60% o superiore, a metà del loro primo anno in carica hanno subito, in media, un calo di 4 punti.

Perché Trump non è in caduta libera? Dopotutto, molto di ciò che sta uscendo dalla Casa Bianca è “cattivo”. Veramente le cose non stanno così, ma molto spesso lo sembrano, se si giudica col prosciutto sugli occhi e attraverso i filtri  di gran parte della stampa. Ci sono fattori  importanti che esercitano pressioni al rialzo. L’economia, per esempio, Trump sta facendo abbastanza bene con la maggior parte delle misure. In secondo luogo dato che ha iniziato il suo mandato con una valutazione di approvazione inferiore al 50 percento, potrebbe esserci una forza naturale che ha tirato su la sua valutazione. Aspettando le elezioni di medio termine la grande domanda è se la recente ascesa di Trump nella valutazione di approvazione continuerà.

Non importa come la si racconta, Trump è un presidente MADE IN USA, arrogante, insolito, universalmente  impopolare, ma che non sta facendo male quanto si afferma, anzi, l’America di Donald è un posto migliore, se consideriamo che l’ovvio (e più che naturale) riconoscimento della capitale dello Stato di Israele, da solo basterebbe a sospendere qualsiasi altro giudizio in merito ad altre questioni. Fino a prova contraria, non di rado, sono il coraggio e la determinazione di uomini come Trump a cambiare il mondo.

Arturo Di Mascio